Home » Buy SSD guida

Buy SSD guida

Guida all’acquisto degli SSD per plottare Chia

“In questo articolo abbiamo inserito dei link di affiliazione Amazon e guadagniamo commissioni dagli acquisti idonei ad un costo che per te è di 0€. Ti consigliamo solo i prodotti che utilizziamo o che abbiamo utilizzato anche noi e che preservino l’integrità della tua build. Così possiamo fornirti contenuti di qualità e mantenere questo sito attivo, grazie.”

Gli SSD usati da aziende e data center sono consigliati per il plotting per una loro maggiore capacità, prestazioni più elevate, larghezza di banda sostenuta e classificazioni di resistenza (in scrittura e elttura) elevate richieste dal plotting di una grande quantità di dati.

Unità per plottare ad alte prestazioni, PCIe 4.0 NVMe.

La maggior parte sono prodotti di ultima generazione e più difficili da trovare, ma sono certamente le unità più veloci possibili per il plotting, come ad esempio:

La scelta più diffusa:

Scelta con il punteggio più alto (modelli meno recenti di 3-5 anni fa)

I migliori SSD SATA (meno performanti rispetto ai precedenti ma più economici)
Valore di KDRAMSpazio temporaneo GBSpazio temporaneo GiB
323389239256.6
337400512550
341480010411118
352960021752335

Lo spazio temporaneo è la quantità di memoria che viene occupata mentre si plotta. Poi quei file vengono cancellati e rimane solamente la Plot finita, che può anche essere salvata direttamente su un lento ma capiente HDD (anche esterno). Questa memoria temporanea viene utilizzata dal processo di plotting per spostare i file dentro e fuori la DRAM per le varie fasi del processo di plotting e l’archiviazione su dischi ad alte prestazioni garantirà tempi di plotting inferiori.

Il valore k è quello che determina le dimensioni delle plot, è previsto che il “protocollo” k32 sarà obsoleto verso il 2026.

CAPACITÀ

Per calcolare la capacità ci cui hai bisogno prendi il numero di plot che desideri create in parallelo e dividila per la quantità totale di spazio temporaneo richiesto per ciascuna plot. Orientativamente, il rallentamento degli SSD SATA inizia dopo 2 processi di plotting ed è dovuto alla limitazione della larghezza di banda sul bus (più info in seguito), quindi è consigliabile orientarsi verso SSD SATA da 480-960 GB. Le unità SSD NVMe possono invece supportare più plot in parallelo mentre le unità TLC aziendali si trovano comunemente con eccellenti capacità da 1,92, 3,84 e 7,68 TB per la lettura o scrittura intensiva e 1,6, 3,2 e 6,4 TB per l’uso misto. Puoi approfondire l’utilizzo di plotman, uno strumento comunitario sviluppato per automatizzare il processo di plottaggio offerto da @ericaltendorf su keybase, o farti i calcoli manualmente per ottimizzare la capacità.
Per il processo di plottaggio non è richiesto lo spazio di archiviazione temporaneo completo per l’intera durata della creazione della Plot.


Attenzione: se si finisce lo spazio su un’unità, bisogna eliminare a mano i file temporanei associati ad una delle plot, interrompere tutti i processi e ricominciare da capo. (una bella scocciatura!)

Di seguito la capacità di diverse classi di SSD. Esegui i calcoli utilizzano l’unità GB e poi la capacità dell’etichetta dell’SSD per comprendere la quantità dei processi di plotting che può supportare il tuo SSD.
Il calcolo da fare è:
(capacità degli SSD in GB) x (numero di SSDs)/ spazio temporaneo(per K=32) = il totale dei processi di plotting in parallelo

TIPO di SSDLa sua CAPACITÀ
Fascia Consumer500GB, 1TB, 2TB, 4TB
Data Center (NVMe-hyperscale)960/1920/3840 GB
Enterprise recente (SATA)480/960GB o 1.92/3.84/7.68 TB
Enterprise vecchio (2014-16)200/400/800/1600GB
Intel vecchio (2014-17)1TB, 2TB, 4TB, 8TB
Enterprise NVMe lettura intensiva (1 DWPD)960GB, 1.92/3.84/7.68TB
Enterprise NVMe ad uso misto (3 DPWD800GB, 1.6/3.2/6.4/12.8TB

RAID

Un modo molto efficiente per plottare è utilizzare la configurazione in RAID 0 per usare vari e piccoli SSD insieme.
RAID 0, detto anche striping, non fornisce alcuna integrità dei dati: lo scopo principale è quello di aumentare la capacità e le prestazioni dell’array (dell’insieme). Questo offre il vantaggio di ottenere un utilizzo migliore della capacità in confronto ad una singola unità (per esempio, su un’unità da 480 GB, vengono utilizzati solo 356 GB mentre il resto non viene utilizzato). Inoltre, i processi di plotting non scrivono tutti contemporaneamente, quindi il RAID aiuta a distribuire l’IO (acceso-spento) su molte unità e ad ottimizzare le prestazioni. Gli SSD SATA progettati per i datacenter di piccola capacità (400, 480 GB) sono un modo semplice per collegare le unità (usando cavi SATA molto economici) in quanto quasi tutte le schede madri desktop supportano 4-6 porte SATA. I software per lavorare in RAID come mdadm hanno una buona efficienza, con Intel che ha numeri di scalabilità usando NVMe RAID con valori in progressione quasi lineare . La guida Intel VROC (che utilizza mdadm RAID in ambiente Linux) offre alcuni comandi di base per utilizzare mdadm.

SSD di FASCIA CONSUMER

Gli SSD NVMe consumer sono ottimizzati per bassa potenza, basso costo e prestazioni nelle applicazioni desktop tradizionali (come i giochi, le creazione di contenuti, il lavoro). Oggi sono quasi esclusivamente nel fattore di forma M.2 80mm per la compatibilità con desktop e laptop con gli stessi dispositivi. Esistono SSD NVMe, semrpe di fascia consumer, ideate per gli appassionati e quindi di fascia più alta che sono più veloci e ottimizzati per delle prestazioni migliori. Il mercato consumer NVMe ha raggiunto oltre 100 milioni di unità vendute nel 2020, quindi gli SSD NVMe provengono da molti fornitori, prodotti e firmware diversi. Le unità consumer normalmente utilizzano una sorta di cache SLC per migliorare le prestazioni su SSD di piccola capacità, e il die NAND è diventato più grande nel tempo. Questo è vantaggioso per i costi ma si traduce in un minor numero di plottaggi per ogni SSD in termini assoluti ed una capacità di plottare in parallelo inferiore. Inoltre, gli SSD NVMe consumer normalmente hanno una quantità ridotta di spazio libero o overprovisioning ed hanno prestazioni inferiori quando si avvicinano all’essere pieni.

Le prestazioni, come puoi vedere dal grafico, diminuiscono notevolmente quando l’unità si riempie. Le prestazioni di un SSD infatti sono molto sfumate, perché esse variano notevolmente a seconda del carico di lavoro. Un carico di lavoro dipende dalla dimensione del blocco (o chiamata dimensione di trasferimento) e dalla profondità della coda (il numero di comandi in sospeso), dalla quantità di dati trasferiti e, naturalmente, da un mix di letture / scritture. Le prestazioni sono misurate in IOPS (operazioni di input / output al secondo, che moltiplicate per le dimensioni del blocco producono la larghezza di banda), latenza, qualità del servizio (QoS o latenza nel tempo) e molto altro (cose come stabilità e varianza). La cosa che crea ancora più incertezza è che le prestazioni dell’SSD variano in base a quanto è piena l’unità in funzione dell’”area di riserva” per la raccolta dei “rifiuti” nell’SSD e di vari algoritmi di memorizzazione nella cache. LA differenza sulle velocità riportate è che gli SSD di fascia consumer vengono misurati quando l’unità è vuota, quelli per i data center e gli SSD aziendali vengono misurati quando l’unità è piena.

DATA CENTER VS ENTERPRISE

Molte persone li usano in modo intercambiabile, ma alcuni fornitori di SSD hanno un SSD NVMe di classe “data center” che viene venduto ai data center iperscalabili come ad esempio quelli di Facebook e Microsoft. SNIA offre un pratico grafico che mostra le differenze. Generalmente ci sono differenze di prezzo, resistenza, fattore di forma e caratteristiche. Gli SSD aziendali sono invece utilizzati da società di archiviazione come Dell EMC, HPE, Oracle, Lenovo, ecc. Questi sono normalmente disponibili in modalità di lettura intensiva (1 DWPD endurance) e uso misto (3 DWPD endurance), quest’ultimo adatto per carichi di lavoro di scrittura intensivi come il caching e database (oppure il plotting 😉 ).
Gli SSD per data center sono pensati per avere diversi fattori di forma (descritti di seguito) che garantiscono prestazioni e potenza più elevate rispetto agli SSD M.2 di fascia consumer e sono progettati per carichi di lavoro con ciclo di lavoro del 100% (tutto il giorno tutti i giorni, cascasse il mondo) e anche per le unità del data center con al resistenza inferiore sono comunque 3-5 volte più resistenti rispetto agli SSD consumer. Gli SSD aziendali hanno anche un tasso di guasti molto basso, per cui sono facilmente reperibili su eBay dopo i 5 anni di garanzia perchè molti sono progettati per durare molto più a lungo siccome non hanno parti mobili (come gli HDD). Se mastichi un po’ di inglese puoi trovare recensioni SSD del data center su ServeTheHome e Storage Review.

Tengo precisare che comunque un SSD da 500GB di fascia consumer dovrebbe riuscire a produrre più di 3000 plot prima di morire, quindi circa 300TB di plot ultimate. Per gli obiettivi della maggior parte delle persone credo siano più che sufficienti (anche perché magari si usano vari SSD e quindi i TB finali sono mooolti di più)

Si possono trovare SSD NVMe in tutte le forme, dimensioni, potenze e prestazioni poiché il protocollo è scalabile. Ci sono fattori di forma che determinano le caratteristiche fisiche: capacità dell’SSD, dimensioni fisiche della scheda, numero di pacchetti NAND, dimensioni del controller e alimentazione che determinano davvero le massime prestazioni. Ciò significa che hai un BGA con fattore di forma ridotto per sistemi mobili, M.2 per notebook e desktop, U.2 per server aziendali e AIC (scheda aggiuntiva) per slot PCIe standard. Stanno emergendo nuovi standard per data center come EDSFF, che si basano sul fattore di forma “righello” di Intel. Nei laptop e desktop M.2 è il fattore di forma principale. Puoi saperne di più sui fattori di forma SSD su SNIA.
Più potenza significa prestazioni più elevate che a sua volta si traduce in temperature più elevate.
Nota: se metti un NVMe U.2 in un desktop (e questo vale per qualsiasi SSD) devi essere sicuro che abbia un flusso d’aria sufficiente.
U.2 è il fattore di forma SSD aziendale più diffuso, ma M.2 110mm era anche molto diffuso in alcuni provider di cloud hyperscale come Facebook e Microsoft. Vengono quindi consigliati gli SSD NVMe U.2 da data center per il plotting ma ci sono molte altre buone opzioni anche in M.2 110mm e AIC per chi volesse fare davvero sul serio. Per chi vuole qualcosa che produca giusto qualche Chia al mese credo che la soluzione migliore rimangano gli SSD sata, grazie al loro costo contenuto.

Tieni presente che utilizzare un U.2 su un desktop richiede un adattatore apposito (a meno che non si abbia di una scheda X299 o di una scheda server che supporti SSD NVMe U.2 nativi). È possibile utilizzare un adattatore come qeusti:

  • Scheda aggiuntiva PCIe all’adattatore U.2, StarTech PEX4SFF8639
  • DiLinKer da M.2 a U.2 funziona su dozzine di desktop e unità senza alcun problema usando la PCIe 3.0 x4

Si possono trovare SSD NVMe in tutte le forme, dimensioni, potenze e prestazioni poiché il protocollo è scalabile. Ci sono fattori di forma che determinano le caratteristiche fisiche: capacità dell’SSD, dimensioni fisiche della scheda, numero di pacchetti NAND, dimensioni del controller e alimentazione che determinano davvero le massime prestazioni. Ciò significa che hai un BGA con fattore di forma ridotto per sistemi mobili, M.2 per notebook e desktop, U.2 per server aziendali e AIC (scheda aggiuntiva) per slot PCIe standard. Stanno emergendo nuovi standard per data center come EDSFF, che si basano sul fattore di forma “righello” di Intel. Nei laptop e desktop mobili M.2 è il fattore di forma principale. Puoi saperne di più sui fattori di forma SSD su SNIA. Più potenza significa prestazioni più elevate che a sua volta si traduce in termiche più elevate. Nota: se metti un NVMe U.2 in un desktop (e questo vale per qualsiasi SSD) devi essere sicuro che abbia un flusso d’aria sufficiente. U.2 è il fattore di forma SSD aziendale più diffuso, ma M.2 110mm era anche molto diffuso in alcuni provider di cloud hyperscale come Facebook e Microsoft. Consiglio gli SSD NVMe U.2 del data center per il plotting ma ci sono molte altre buone opzioni anche in M.2 110mm e AIC.

In molti utilizzano carte di telefonia mobile M.2 che ospitano più M.2. Questi richiedono principalmente il supporto della biforcazione PCIe da x16 a x4x4x4x4 nel BIOS, a meno che non contengano uno switch PCIe.

Utilizzare U.2 su un desktop richiede un adattatore apposito (a meno che non si abbia di una scheda X299 o di una scheda server che supporti SSD NVMe U.2 nativi). È possibile utilizzare un adattatore come quelli di seguito.

  • Adattatori per porte PCIe all’ U.2 come questo
  • DiLinKer da M.2 a U.2 L’ho usato su dozzine di desktop e unità senza problemi con PCIe 3.0 x4 (con PCIe 4.0 x4 è ancora un incognita)
  • Se sei su una piattaforma Supermicro o server, puoi usare schede retimer con cavi OcuLink (questo è il nome ufficiale per il cavo conforme PCIe)
  • Se vuoi collegare 4/8 U.2 su un singolo desktop, puoi usare una scheda come questa che contiene uno switch PCIe (non dovrai modificare il BIOS)
  • Se sei su una piattaforma Supermicro o server, puoi usare schede retimer come questa con cavi OcuLink (questo è il nome ufficiale per il cavo conforme PCIe, sebbene PCIe funzioni su molti, molti diversi tipi di cablaggio)
  • Se vuoi collegare 4-8 U.2 su un singolo desktop, puoi usare una scheda come questa che contiene uno switch PCIe (non sono necessarie le impostazioni del BIOS!)


Formato M.2
Formato U.2
Formato AIC (500€ per 2 TB)

RESISTENZA

Gli SSD hanno una durata limitata riguardo la quantità di dati che è possibile scrivere sull’SSD prima che il dispositivo si esaurisca e non sia più in grado di archiviare i dati in modo sicuro. Il settore SSD utilizza il termine resistenza (endurance), ma viene anche indicato come durata o usura degli SSD. Questo è generalmente indicato in due modi, TBW (terabyte scritti) o DWPD (scritture su unità al giorno) che dovrebbe corrispondere ad una semplice metrica di quanto è possibile scrivere sul dispositivo ogni giorno del periodo di garanzia. La durata dell’SSD varia notevolmente rispetto a quanto specificato dal fornitore dell’SSD e questo è dovuto alla dipendenza dal carico di lavoro (scrittura casuale vs scrittura sequenziale, blocco di grandi dimensioni vs piccolo) e in funzione dello spazio libero o “overprovisioning” sull’SSD. Il firmware SSD principale utilizza gli LBA non scritti come spazio di riserva per la garbage collection (raccolta di dati “rifiuto”) fino al momento in cui non viene scritto e può contrassegnare di nuovo gli LBA usati come liberi con un comando “TRIM”. La cosa più importante è che la resistenza possa essere misurata e stimata con precisione usando poche semplici equazioni. Le unità datacenter hanno spesso petabyte scritti prima dell’usura, mentre le unità consumer hanno solo poche centinaia di TBW (terabyte scritti) prima che si esauriscano. Le resistenze delle unità di Intel possono essere verificate sul loro sito: http://intel.com/endurance. Il processo di plotting richiede 1,6-1,8 TiB di scritture su disco per un k = 32, quindi la resistenza è un fattore da tenere in considerazione.

MLC vs TLC vs QLC NAND

MLC> TLC> QLC in termini di prestazioni (e quindi tempi di scrittura e cancellazione) e resistenza (cioè quantità di dati che è possibile scrivere sul dispositivo prima dell’esaurimento). Gli SSD da data center sono passati esclusivamente a TLC grazie alle ottime prestazioni SSD e alla sufficiente resistenza (nella maggior parte dei casi fino a 3 scritture su unità al giorno e 10.000 cicli di programma / cancellazione NAND). Ciò fa si che MLC non sia necessario. Naturalmente i consumatori vogliono SSD a basso costo, quindi è stato lanciato sul mercato QLC. Al momento sicuramente ha prestazioni molto peggiori rispetto a TLC a causa di tempi di scrittura molto più lunghi associati ad una minore resistenza, ma il settore sta evolvendo per migliorare le prestazioni come hanno fatto con TLC. La resistenza non risulta essere davvero un problema per l’uso da parte della fascia consumer, anche con i dispositivi QLC a causa della natura della quantità di dati che un consumatore standard scrive sui propri dispositivi al giorno. Le prestazioni possono anche essere mascherate da algoritmi fantasiosi, caching e modalità SLC dinamiche. In generale, questi metodi funzionano bene per i dispositivi mainstream e entry level, ma non funzionano nei casi d’uso come data center, azienda e creatori / workstation esigenti. Potresti ancora trovare unità MLC se acquisti degli SSD per data center usati di 5-6 anni (ad es.P3700). QLC è ottimo per unità con capacità ben ottimizzata e sono ampiamente utilizzati nell’archiviazione di oggetti in cloud, A.I., e molto altro. Tuttavia, non sono la soluzione più performante per il plotting a causa del compromesso tra prestazioni di scrittura e resistenza (che sono entrambe molto richieste per il plotting intensivo).

INTERFACCIA DI ARCHIVIAZIONE

Gli SSD per data center sono disponibili in SAS, SATA e NVMe (PCIe). SATA e SAS condividono lo stesso bus fisico e fattore di forma degli HDD da 2,5 pollici ed i protocolli esistono da alcuni decenni. SATA 6Gbps è stato lanciato nel 2008-2009 ed è la versione finale della velocità dell’interfaccia a ~ 560 MB/s . SAS si è ora espanso a 12 e 24 Gbps, anche quest’ultimo è nuovo di zecca e non è ampiamente distribuito. SAS è stato ideato per i sottosistemi di archiviazione di grandi dimensioni in cui sono presenti molti dispositivi per host, doppie porte e disponibilità elevata e per le funzionalità aziendali. SAS è normalmente molto più costoso dei SATA e persino dei NVMe . La specifica NVM Express  spec (NVMe) è lo standard per gli SSD PCIe. NVM Express, Inc. è un consorzio di grandi aziende tecnologiche. NVMe contiene il protocollo da host a dispositivo per tutti i comandi di cui un sistema operativo necessita per comunicare con un SSD: lettura, scrittura, cancellazione,TRIM, gestione del firmware, temperatura, errori e molte altre funzionalità. Inoltre, contiene anche la struttura dei comandi e il meccanismo di accodamento, denominato interfaccia di controllo host. NVMe è stato progettato da zero per gli SSD, quindi risulta essere molto più efficiente, con una latenza inferiore e interfacce scalabili rispetto a quelle legacy come SATA. Gli SSD NVMe che utilizzano PCIe 4.0 x4 possono essere fino a 13 volte più veloci di un SSD SATA in termini di larghezza di banda massima e IOPS.

La velocità massima degli SSD

LARGHEZZA DI BANDA

La larghezza di banda è la misura della quantità di dati trasferiti ogni secondo. Essa dipende dall’interfaccia a causa dei vari protocolli elettrici. La larghezza di banda extra sul bus PCIe acquista importanza in relazione alle prestazioni di un SSD solo se essa è il collo di bottiglia. Se si ha un bottleneck a bassa capacità (non abbastanza NAND per una sufficiente parallelizzazione) o all’alimentazione (strozzando il die NAND a causa di una limitazione della potenza data dal fattore di forma), l’aggiunta di più larghezza di banda dell’interfaccia non avrà importanza.

SCALABILITÀ PCIE 4.0 e PCIE 5.0

Le specifiche PCIe appartengono a PCI-SIG e sono completamente separate da NVM Express. Non sono necessarie modifiche alle specifiche NVMe per supportare il throughput più elevato di PCIe 4.0 (16GT / s che è circa ~ 2 GB / s per corsia) e in futuro le velocità PCIe 5.0 (32GT / s). La maggior parte degli SSD NVMe che utilizzano 4 linee PCIe. PCIe hanno prestazioni intrinsecamente scalabili tramite l’aggiunta di più “corsie”. Dispositivi come le GPU che richiedono una larghezza di banda massima possono utilizzare PCIe x16 per aggiungere più corsie e più larghezza di banda. Gli attuali SSD PCIe 3.0 NVMe sono fino a 7 volte più prestanti di un SSD SATA e gli SSD PCIe 4.0 NVMe saranno 14 volte più prestanti. (Ovviamente poi dovrete avere ram e Cpu a sufficienza per sfruttarli al massimo.)

Interfaccia e linkSpecTasso di trasferimentoVelocità massima approx. SSD (MB/s)
SATA 6GbpsSATA 3.06Gbps560
SAS 12GbpsSAS 3.012Gbps1150
SAS x2 12GBpsSAS 3.012Gbps2300
SAS 24GbpsSAS 4.024Gbps2300
PCIe 3.1 x4PCIe 3.18GT/s3700
PCIe 3.1 x8PCIe 3.18GT/s7400
PCIe 4.0 x4PCIe 4.016GT/s7400
PCIe 4.0 x8PCIe 4.016GT/s14800
PCIe 5.0 x4PCIe 5.032GT/s14800
Un confronto tra le velocità delle varie soluzioni

AGGIORNAMENTO DEL FIRMWARE

Gli SSD per data center hanno spesso firmware di rilascio per la manutenzione 1-2 anni dopo il lancio iniziale che migliora compatibilità, stabilità del firmware, funzionalità, sicurezza e correggono i bug. Visita il sito web del tuo fornitore per cercare gli aggiornamenti del tuo firmware quando acquisti un SSD per data center usato, così otterrai il massimo da lui. Sugli SSD Intel lo strumento si chiama IntelMAS e contiene i file binari integrati per il firmware più recente.

Filesystem

Ext4 è l’impostazione predefinita in Linux, ma i file system come XFS, F2FS e btrfs hanno vantaggi a seconda dell’applicazione. Nei benchmark XFS ha la meglio. Attenzione, se esegui solo mkfs.xfs riserverà una certa capacità per il checksum dei file. Puoi disabilitarlo facendo crc = 0. Se non si dispone di RAM ECC, suppongo che abilitare il checksum potrebbe essere una buona idea, poiché il team di Chia ha segnalato alcuni file di plot corrotti che sospettavano provenissero da lanci di bit di memoria non ECC.

sudo mkfs.xfs -m crc=0 -f -L $DiskLabel $DevName

ZFS e BTRFS sono ottimi per l’archiviazione durevole, con funzionalità come copia in scrittura, checksum, compressione, snapshot e integrità dei dati, e in oltre non sono necessari per le applicazioni di archiviazione temporanea. Per il plotting si desidera solo il filesystem che produce i plot più velocemente.

ABILITAZIONE TRIM

Lo scopo di TRIM è migliorare l’efficienza nella raccolta dei “rifiuti” dell’SSD, migliorando di molto le prestazioni nel tempo e migliorandone la resistenza. De-alloca in NVMe (questo è ciò che viene chiamato nelle specifiche) contrassegna gli LBA come non in uso in modo che l’SSD possa rivendicare lo spazio da utilizzare. TRIM è importante per mantenere il WAF inattivo perché l’host deve comunicare all’SSD i dati che non sono in uso. Il TRIM viene inviato durante un’operazione di formattazione o disinfezione, durante la creazione del file system (formattazione rapida in Windows, eliminazione in Linux) e durante l’eliminazione del file system. TRIM è la comunicazione tra il software host e l’SSD per mostrare quali dati sono necessari e dire all’SSD quando non è più necessario in modo che possa recuperare lo spazio. Ricorda, l’SSD non ha modo di dire all’host quali LBA sono liberi e quali sono occupati, questo spetta al filesystem. TRIM è una strada a senso unico tra l’host che dice all’SSD che alcuni LBA ora non contengono dati utente validi. Alcuni modelli SSD indicano quanti dati sull’SSD sono liberi rispetto a quelli utilizzati nel campo “Utilizzo dello spazio dei nomi NVMe” (nel comando di identificazione dello spazio dei nomi, sudo nvme id-ns / dev / nvme0n1)

I filesystem più diffusi in Linux disabilitano invece lo scarto al montaggio a favore dell’esecuzione di un’attività fstrim pianificata, che invia i comandi TRIM a tutto lo spazio inutilizzato nel file system quotidianamente o settimanalmente. L’abilitazione dell’eliminazione migliorerà la resistenza e le prestazioni segnalando TRIM immediatamente quando i file vengono eliminati, ma potrebbe diminuire le prestazioni, la latenza e la qualità del servizio a causa del blocco dei comandi IO. Ciò varierà notevolmente tra i vari modelli di SSD, l’interfaccia e la gestione del firmware, poiché le unità più recenti generalmente gestiscono questo tipo di carico di lavoro molto meglio.

Esempio fstab:

/dev/disk/by-uuid/youruuidhere /mnt/ssd xfs discard,defaults 0 0

Monta i tuoi SSD con l’opzione di eliminazione per mantenerli fluidi senza intoppi, migliorarne la resistenza ed aumentare le loro prestazioni. Il processo di plotting non è sensibile alla latenza, quindi abilitare il TRIM montando l’unità con scarto (junk) è la soluzione più immediata.

Ah, volendo puoi anche TRIMare manualmente tutto lo spazio libero su tutti gli SSD eseguendo il comando: sudo fstrim -A


Ora sai quasi tutto per plottare in gran velocita con il migliore SSD secondo le tue esigenze 💪🏼

Buon plotting!